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Secondo la Tomponzi Investigations si aggirerebbe intorno al migliaio di miliardi di lire il volume globale dei pezzi di ricambio per auto e moto, contraffatti o rubati, venduti illegalmente ogni anno in Italia Dovrebbe ammontare a circa 1.000 miliardi di lire l'anno il volume di affari prodotto dalla vendita sul mercato italiano di pezzi di ricambio, per automobili o moto, contraffatti o rubati. In questo settore, poi, si sta intensificando tale attivitā pure per quanto concerne il comparto dei motocicli. Chi tiene le fila di simili operazioni di solito sono realtā insospettabili. Spesso anonime societā di import -export. Questi i primi risultati di una ricerca messa a punto dalla divisione Studi della Tomponzi Investigations a seguito di un'indagine promossa da una grande societā automobilistica straniera per una serie di "strani eventi" verificatisi sul mercato tedesco all'inizio della primavera (significativo calo nelle esportazioni di sostituzioni meccaniche ed elettriche, partite di ricambi rubate, automobili svanite nel nulla), che hanno avuto forti ripercussioni anche in Italia. "Oltre all'illegale mercato dei pezzi di ricambio - puntualizza Miriam Tomponzi, direttore generale della Tomponzi Investigations - abbiamo scoperto anche l'esistenza di varie organizzazioni dedite alla vendita di veicoli provenienti dal cosiddetto mercato parallelo e di autovetture di grossa cilindrata, rubate proprio in Germania e nel nord Europa". Le auto trafugate, una volta messe al sicuro, vengono subito taroccate (questa č la parola che utilizzano gli esperti della materia per definire un'automobile rubata che viene completamente ripulita, con tanto di telaio limato e nuovo libretto di circolazione, e pronta per essere venduta). Tale pratica vede italiani e tedeschi in prima fila in Europa. Il periodo di maggior "smercio" di questa preziosa mercanzia č proprio quello estivo, quando i controlli si abbassano e la fretta sembra imperare sovrana. |
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