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Disinformazione e gratuite illazioni a danno dellaTomponzi Investigations "Sabato 5 luglio, in un'intervista pubblicata su "la Repubblica", la signora Miriam Tomponzi, unica erede per quanto riguarda il settore investigativo del grande Tomponzi e di conseguenza sola legittima titolare della Tomponzi Investigations (la più famosa agenzia di investigazione italiana che ha sede da oltre 30 anni a Roma, in Via Veneto, e che lei stessa peraltro già dirige da oltre un lustro), ha affermato testualmente, circa un suo eventuale coinvolgimento nel pool difensivo di uno degli indagati: "C'è una trattativa in corso con alcuni difensori. Ancora nulla di certo". E di seguito: "In questa fase non mi sembra opportuno esprimere opinioni su un caso ancora tutto da valutare". Del medesimo tono erano anche altre citazioni apparse su diversi quotidiani. La posizione della Tomponzi Investigations è apparsa quindi sin da subito chiara e, a scanso di equivoci, la si è voluta ribadire con un comunicato (che alleghiamo in copia) redatto e divulgato da un nostro collaboratore, Carmelo Lavorino, direttore della rivista "Detective & Crime" ed esperto consulente e coordinatore di pool difensivi, alle varie agenzie e ai più importanti organi di informazione. Ciò nonostante il mattino dopo, domenica 6 luglio, sono apparse su alcuni dei maggiori giornali italiani le inopportune dichiarazioni di un esponente di un'altra agenzia investigativa che per queste sue "garbate" uscite sarà chiamato a rispondere nelle sedi dovute. Purtroppo, però, le noie non vengono mai da sole. Oltre, infatti, a queste pretestuose affermazioni della concorrenza, alcune testate ci mettevano del loro facendo una grande confusione fra la storica agenzia di Tomponzi e quella fondata dal fratello minore Tony, due realtà completamente diverse e non da ora, ma da decenni. A tal proposito è bene precisare quanto segue: 1) il grande Tomponzi, fondatore dell'omonima agenzia, non è morto da un anno ma da appena due mesi, come tutto il mondo giornalistico italiano ha sottolineato dedicando all'evento intere pagine e titoli in prima; 2) alla sua morte non è stato diviso alcunché e l'agenzia, la Tomponzi Investigations, è rimasta saldamente nelle mani della figlia Miriam; 3) il fratello minore di Tom, Tony, ha una sua realtà imprenditoriale che nulla ha a che fare con quella creata due decenni prima dallo stesso Tomponzi, divenuto sinonimo dell'investigazione privata in Italia; 4) di conseguenza è notizia destituita di ogni fondamento quella che afferma che il sopracitato Tony Ponzi sia addirittura direttore della Tomponzi Investigations o che la stessa agenzia sia stata in qualche modo divisa alla morte del suo fondatore. |
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