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Mercati. I truffatori ora prediligono i titoli di stato CCT falsi per 20.000 miliardi E gli svizzeri ingaggiano Tomponzi Roma. Ammonta a 2.500 miliardi di lire il valore ufficialmente accertato dei certificati di credito del Tesoro contraffatti in circolazione in Italia, ma il mercato sotterraneo, assicurano gli esperti, potrebbe ormai aver prodotto oltre 20.000 miliardi di lire in titoli falsi. Le stime, elaborate dalla "Tomponzi Investigations" anche dopo confronti con il Nucleo operativo antifalsificazione monetaria (Noam) dei carabinieri, rendono ben chiare le dimensioni del problema che ha indotto il Tesoro e il Poligrafico dello Stato ad adottare tecniche anticontraffazione, come la nuova composizione della carta o dei caratteri di stampa e l'inserimento di tre speciali fili di sicurezza che attraversano orizzontalmente i nuovi titoli. Meno di due anni fa, ricorda la nota dell'agenzia investigativa, la procura distrettuale antimafia di Salerno è venuta a conoscenza di una grossa partita di titoli falsificati, il cui valore ammonterebbe a 5 mila miliardi di lire. Ma il vero e proprio centro di smistamento dei CCT di provenienza illecita, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si trova nell'Italia settentrionale dove, secondo gli investigatori, verrebbe stampato e messo in circolazione circa il 70% del totale dei falsi. Vittime predestinate dei raggiri, oltre ai singoli risparmiatori, anche le banche che hanno spesso ricevuto titoli contraffatti a garanzia di finanziamenti. "Liquidi" quasi come le banconote, ma "fisicamente" meno conosciuti dai risparmiatori, i titoli di Stato (più i CCT che i Btp) sono da tempo in cima alle preferenze dei falsari. In quest'ultimo periodo, anche probabilmente a causa delle contromisure adottate, buona parte dei titoli del debito italiano contraffatti viene smerciata oltre frontiera con predilezione per l'est europeo (con la Romania in primo piano), ma con puntate anche nei circuiti finanziari più sviluppati. E proprio dalla Svizzera, dove una società si era vista proporre dall'Italia un acquisto sospetto di titoli sottocosto, è scattata la richiesta di indagini alla "Tomponzi Investigations". Anche il semplice spoglio della cronaca nera del 1996 fornisce episodi a ripetizione, la cui frequenza è in grado di dimostrare la diffusione del fenomeno. 5 marzo: la Guardia di Finanza scopre a Pesaro un traffico di Cct decennali falsi, sequestrando titoli per oltre 20 miliardi. 20 maggio: a Cattolica (Rimini) un'indagine per truffe e usura porta i carabinieri ad arrestare una persona che deteneva Btp falsi per 5 miliardi nel bagagliaio della propria auto; venivano spacciati a prezzi stracciati, contando sull'"avidità" dei potenziali clienti. 31 agosto: a Trento la Guardia di Finanza in collaborazione con la squadra mobile compie una serie di arresti di falsari, sequestrando oltre 12 miliardi di Btp falsi e scoprendo una stamperia clandestina. 5 settembre: Btp falsi per un valore complessivo di 20 miliardi vengono sequestrati in una tipografia milanese dai carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale del capoluogo lombardo. |
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