#Bullismo, un fenomeno spaventosamente in crescita!

Il bullismo è una forma di sopraffazione in cui una o più persone utilizzano la forza, o il potere, per intimorire, o danneggiare, una persona più debole, in modo intenzionale e ripetuto nel tempo. Tale fenomeno ha origine dall’intolleranza per la diversità: dall’appartenenza etnica, alle scelte di vita, alle caratteristiche fisiche, all’orientamento sessuale, etc.

Il bullismo può essere di tre tipi fondamentali: fisico, verbale e relazionale. Per quanto riguarda il primo tipo è solitamente espresso da soggetti maschili e si può manifestare già dalla scuola primaria; al secondo appartengono violenze di tipo, appunto, verbale quindi insulti, minacce e derisioni che hanno come scopo quello di umiliare la vittima; infine il terzo tipo è conosciuto anche come “bullismo femminile” e mira ad allontanare la vittima dal suo gruppo di coetanei tramite l’uso di modalità diffamatorie e con l’obiettivo di distruggere i suoi rapporti amicali. Con l’avvento di internet poi, si è vista la nascita di una nuova forma di bullismo, che ha nel web il suo terreno fertile, ovvero il cyberbullismo.

Il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo ha assunto una svolta così virale da smuovere addirittura il Parlamento, che finalmente ha ritenuto necessario dare copertura legislativa alla questione, sia per proteggere le vittime minori sia per cercare di contrastare il problema. Per quanto non esista ancora una legge ad hoc per il bullismo, lo si è inquadrato nella fattispecie del reato penale di “atti persecutori”, di cui fa parte anche lo stalking, che però a differenza del bullismo, è stato proprio integrato con una legge esclusiva e specifica.

Pur non essendo ancora disciplinato compiutamente, la legge colpisce le singole condotte che possono ricollegarsi all’atteggiamento del bullo e che sono quindi connesse a loro volta a dei reati penali che vanno dall’istigazione al suicidio, minacce, percosse, danneggiamento, furto, lesioni ed interferenza nella vita privata.

Ma su chi ricade la responsabilità, dato che solitamente i bulli sono minorenni?

Per prima cosa bisogna chiarire che il tipo di responsabilità può essere sia civile che penale: la prima cade in capo ai genitori, per cui la colpa è il fatto di non aver dato un’educazione appropriata ai loro figli, ed alla scuola per non aver subito segnalato la questione o non essersi proprio resi conto che qualcosa stava accadendo; la seconda invece, essendo sempre personale, cadrà in capo al soggetto dopo il compimento dei 14 anni, età dalla quale potrà essere imputabile.

Per quanto riguarda la responsabilità dei docenti e del personale scolastico, è doveroso evidenziare che non sempre una situazione di bullismo è facile da constatare, si manifesta in varie forme, alcune meno esplicite di altre e che quindi sono più difficili da individuare. Lo stesso vale per i genitori, i cui figli vessati dal bullo di turno, per la troppa vergogna o perché sotto minaccia, non hanno il coraggio di raccontare ciò che sta accadendo. Inoltre, essendo un contesto in cui i protagonisti sono ragazzini e adolescenti, c’è la possibilità che cerchino di coprirsi tra di loro e che quindi rendano ancora più difficoltoso comprendere se davvero si tratta di episodi di bullismo o solo di goliardate fra ragazzi. In questi casi, uno strumento di particolare utilità può essere quello delle indagini private. Sia da parte del personale scolastico che vuole proteggere i propri studenti e disincentivare tali atti in futuro, sia da parte dei genitori che vogliono proteggere i loro figli e porre fine alle vessazioni che sono costretti a subire, punendo i colpevoli. Le prove che vengono raccolte in sede di indagini sono utilizzabili in tribunale e, nel caso fosse accertato che un episodio di bullismo è effettivamente in esecuzione, l’investigatore privato può agire di concerto con l’avvocato di riferimento in modo tale da ottimizzare i risultati.

I nostri angeli custodi non hanno le ali…ma solo per non farsi vedere ” #Tomponzi

La Tomponzi Investigations & Intelligence è stata fondata a Milano, da Tom Ponzi 70 anni fa, nel lontano 1948.

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